Fedora Grilli nasce a Foggia nel 1978 e gia’ il suo nome (da un’opera lirica di Umberto Giordano) grida arte.
Suo bisnonno Francesco Paolo (don Ciccillo), decano della pittura di Capitanata,autore di tenere rappresentazioni di marine garganiche e di splendide nature morte e il di lui figlio Michele (in arte Lino Farnesi), coofondatore della Scuola d’arte di Foggia.
Gia’ espositore a Roma e Venezia, autore di tele dalla patina antica, superbo per tecnica pittorica ed ultimo, non per sentimento, lo zio Francesco (zio Frank) grafico dalla vita scapigliata, morto a soli cinquant’anni, dalla fantasia esplosiva e sofferta, intrisa di spleen baudelairiano, autore di alcuni dipinti "autobiografici".
Fedora disegna gia’ dalla scuola materna, unica fra le bimbe, figure in movimento e piu’ tardi, negli interminati meriggi del Sud, tutto quello che la circonda: dalle bambole, ai peluche, ai personaggi dei cartoni animati.
Frequenta per un po’ la Scuola d’arte, ma poi lascia per trasferimento della famiglia. Dall’adolescenza piu’ nulla: pensieri ed impegni l’allontanano da quelle esperienze; finche’ un giorno dell’agosto 2007 il marito non le si presenta con un cavalletto da campagna e l’iscrizione a un corso base di pittura.
Il resto viene da solo: l’antico amore riprende vita… i disegni s’illuminano di colore… e l’anima vola…
recensione di Gianni Grilli.
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